REGGELLO : PARTE LA  PETIZIONE POPOLARE PER UNA MENSA SCOLASTICA SANA, EQUA, SOLIDALE E SOSTENIBILE

 

Da tempo le famiglie degli alunni delle scuole di Reggello lamentano la necessità di rivedere i costi della refezione scolastica, ritenuti pesanti,  iniqui e socialmente insostenibili per i bilanci familiari (messi a dura prova dalla pesante crisi economica) ciò soprattutto in rapporto alla quantità e qualità dei cibi somministrati ai bambini.  Si tratta di un tema più volte sollevato e al quale l’Amministrazione Comunale di Reggello ha sempre risposto picche, difendendo la scelta di esternalizzare il servizio senza preoccuparsi delle ricadute che tali scelte hanno sulla popolazione o gli effetti che tale gestione procura sugli alunni anche in termini reali di educazione alimentare. Sta di fatto che il servizio a tutt’oggi, oltre a non essere trasparente è solo un occasione di business per la compagine societaria, che solo a parole persegue obiettivi etici.

A chi è affidato il servizio di ristorazione?

Il servizio di refezione scolastica nel Comune di Reggello è attualmente affidato, tramite appalto,  alla ditta C.A.M.S.T. di Villanova di Castenaso (BO) una società cooperativa a r.l., che fornisce sia le derrate per gli asili nido di Prulli e Pietrapiana, dove è presente la cucina, sia i pasti veicolati, che sono preparati nel nuovo centro cottura centralizzato allestito presso la scuola dell’infanzia di Cascia.

Qual è il giro di affari?

nel 2010 i numeri di pasti consumati nei nidi, nella scuola dell’infanzia, in quella primaria e secondaria è stato pari a 122.990

nel 2011 i numeri di pasti consumati nei  nidi, nella scuola dell’infanzia, in quella primaria e secondaria è stato pari a  circa 110.483 ( la diminuzione è dipesa dal fatto che è entrata in vigore la legge Gelmini e i bambini hanno fatto meno rientri pomeridiani).

Per la fornitura del servizio di refezione scolastica nella sola Reggello il volume di affari presunto  è superiore ai 400.000 euro l’anno !

Quali sono le tariffe in corso?

La tariffa per il servizio di  refezione scolastica in vigore da settembre 2011, così come riporta l’allegato A della delibera G M 49 del 30.3.2011,  è la seguente

1° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 4,25

2° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 3,60

3° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 3,00

ulteriori figli che utilizzano il servizio costo a pasto € 3,00

Il pagamento viene effettuato direttamente alla ditta che gestisce il servizio di refezione con la procedura di pagamento informatizzato tramite l’acquisto di “buoni virtuali” .

 

Quali sono le nuove tariffe stabilite in barba alle proteste e alla crisi in atto per l’anno scolastico 2012/2013?

La precedente giunta incurante di tutte le critiche, proteste e sollecitazioni fatte dalle famiglie in merito al caro prezzi, alla discutibile qualità dei cibi e alla quantità distribuita, ha deliberato optando per la prosecuzione dell’affidamento del servizio di refezione al  solito privato approvando la delibera GM 42 del 04.03.2012  in cui secondo “l’allegato A “ si prevedono ulteriori aumenti dei costi qui sotto riportati:

 

1° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 4,38

2° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 3,72

3° figlio che utilizza il servizio costo a pasto € 3,10

ulteriori figli che utilizzano il servizio costo a pasto € 3,10

 

Altri dati:

I bambini iscritti al servizio di refezione scolastica nell’anno 2011/2012 sono stati 835 la media generale dei pasti consumati è di 655 al giorno.

 

Considerazioni

Questi dati confermano 2 cose, che i numeri per poter realizzare il servizio di refezione direttamente dal comune ci sono e che almeno ad oggi  l’amministrazione di centrosinistra

ha dimostrato miopia, insensibilità e indisponibilità al dialogo, anche a fronte di proteste che in modo endemico scoppiano nelle scuole materne, primarie e secondarie proprio in relazione al costo, alla quantità e alla qualità dei pasti: Di fatti pochissimi alimenti provengono da produzioni biologiche controllate, e ancor meno da produttori locali e filiere corte.

Inoltre inesistenti sono stati i tentativi di ridurre i costi che gravitano principalmente sulle famiglie, attuando forme reali di sostegno e aiuto a chi è colpito dalla crisi. E’ irrispettoso delle famiglie che il prezzo di un pasto per un bambino costi quanto un ticket restaurant di un lavoratore adulto che consuma invece il suo pranzo in modo completo, quasi alla stessa cifra.

Le iniziative e le proposte:

In relazione al fatto che, l’Amministrazione Comunale di Reggello, debba completamente rivedere sia le tariffe che le politiche di gestione per il servizio di refezione scolastica per l’anno 2012-2013, Valdarno Sostenibile e la Sinistra di Reggello promuovono

  1. una petizione popolare
  2. Presentazione di una mozione con la quale viene proposto la revoca del provvedimento rincaro tariffe, la sospensione dell’appalto, una nuova gestione della refezione scolastica

La petizione popolare  sottoscritta dai  genitori e i cittadini per una mensa scolastica sana equa solidale e sostenibile,  sarà rivolta al Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale concernente la riduzione del costo dei pasti della mensa scolastica, il diritto dei bambini ad un’alimentazione sana basata su alimenti provenienti produzioni locali, su prodotti biologici e di qualità controllata. Per una gestione del servizio di mensa che sia ispirato a valori di solidarietà verso le famiglie più bisognose, in grado di promuovere nei bambini e nelle famiglie il concetto di salute legato all’insegnamento dei corretti principi di nutrizione, rifacendosi ad un modello sostenibile e virtuoso, dove le risorse pubbliche servano per rilanciare l’economia e l’occupazione del nostro territorio ” .

Gli obiettivi della petizione popolare sono :

1)   Ridurre  il costo dei pasti della mensa

2)   Riorganizzare il sistema di gestione delle mense scolastiche  attualmente date in gestione a soggetti privati.

3)   Valutare  all’interno della commissione comunale  che si occupa delle politiche sociali, se l’amministrazione  (disponendo  dei  locali dati attualmente  in gestione alla CAMST )  è in condizione  di poter gestire il servizio di mensa per le scuole materne , scuole primarie e  secondarie,  tramite dipendenti  comunali previamente qualificati , al fine di  attuare un controllo diretto di questo  servizio pubblico.

4)   Richiedere al comune di attuare politiche di sostegno alle famiglie più bisognose,  tramite riduzione o esenzione  della tariffa del servizio di mensa a seconda del caso.

5)   Impegnare il comune a promuovere la salute e l’educazione alimentare dei bambini che tutti i giorni consumano il pasto.

6)   In riferimento alla gestione del servizio mensa, chiedere all’amministrazione Comunale di attuare politiche a sostegno di  un modello di sviluppo rispettoso della società e dell’ambiente, un modello  virtuoso per l’economia locale, che per  l’acquisto degli alimenti destinati alle mense, utilizzi le risorse pubbliche prediligendo prodotti  biologici, controllati e provenienti da aziende locali .

Reggello 25 maggio 2012

Valdarno Sostenibile                                             Sinistra di Reggello Fds

Luca Cellini e  Ilaria Bozzuffi                              Andrea Calò

            Valdarno Sostenibile 

L’INCENERITORE A SELVAPIANA  DI RUFINA S’HA DA FARE A TUTTI I COSTI, ANCHE ANDANDO CONTRO LA LEGGE ! 

PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IL COMUNICATO STAMPA DEI COMITATI CONTRO L’INCENERITORE , COMUNICATO AL QUALE ADERIAMO E CI ASSOCIAMO TOTALMENTE

SOTTOLINEANDO LA TOTALE MANCANZA DI COERENZA DA PARTE DI CERTE PERSONE CHE CI RAPPRESENTANO IN CONSIGLIO REGIONALE, CHE   PRIMA HANNO DICHIARATO DI FATTO DI VOLER VOTARE CONTRO  E POI HANNO FATTO RETROMARCIA RIMANGIANDOSI L’IMPEGNO CHE AVEVANO PRESO NEI CONFRONTI DI NOI COMITATI E DEI  CITTADINI TUTTI.

COMUNICATO STAMPA
Oggetto: Gli escamotage per salvare IN FRETTA Selvapiana dalla LR 66/2011

Il 10 Maggio 2012 la VI Commissione della Regione Toscana ha approvato le modifiche alla LR 66/2011, con particolare riferimento agli articoli n. 141 sulla “Tutela dei corsi d’acqua”e il n. 142 che riguarda “Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata”. Consentendo in questo modo di bypassare le richieste emerse in conferenza dei servizi l’8 Marzo scorso rilevate dal Genio Civile e da ARPAT che chiedeva di declassare l’area da pericolosità molto elevata PI4 ad elevata PI3.
Le sottoscritte Associazioni Italia Nostra Onlus Firenze, VALDISIEVE e VIVERE IN VALDISIEVE, insieme a Medicina Democratica, sez.Pietro Mirabelli, Firenze  coord.  denunciano il modo vergognoso con cui le modifiche sono passate in commissione. Grazie ad una “triplice alleanza” che ha visto l’assenza dalla commissione del consigliere Monica Sgherri di FdS, il voto favorevole del consigliere Marta Gazzarri di IDV e l’astensione del consigliere Paolo Marcheschi del PDL. In questo modo si sono ottenuti 3 voti favorevoli (2 del PD e 1 di IDV) e 2 contrari del PDL.
Vogliamo rimarcare l’INCOERENZA del gruppo di IDV e FdS che soltanto 1 mese fa hanno sottoscritto un comunicato stampa congiunto con Sel CONTRO I PROVVEDIMENTI AD HOC. INCOERENZA che ritroviamo anche nel gruppo del PDL che aveva tutti i numeri per ribaltare il risultato se solo non fosse uscito dalla commissione ( o non fosse stato assente).
Siamo INDIGNATI per il modo di operare della VI Commissione che, di fatto, ha aggiunto palesemente dei commi ad hoc per salvare Selvapiana. Gli articoli in questione della LR 66/2011, senza le modifiche approvate dalla Commissione (che ora saranno sottoposti al giudizio del  Consiglio Regionale il 15 Maggio prossimo) non avrebbero potuto consentire di per sé la costruzione dell’inceneritore tranne che nel caso in cui si  declassasse l’area da PI4 a PI3, proprio come rileva il parere del Genio Civile e Arpat. I tempi dell’ITER di AIA non consentivano di agire in questo senso e di fatto occorreva un iter PIU’ BREVE.
ECCO CHE SI VA A MODIFICARE IN FRETTA E FURIA UNA LEGGE NATA IN RISPOSTA ALL’EMERGENZA DELLE ALLUVIONI DELLA LUNIGIANA.
UNA LEGGE CHIARA CHE AVEVA CENTRATO IN PIENO L’OBIETTIVO DI SALVAGUARDARE IL TERRITORIO DA EVENTI DI QUESTO TIPO CHE PURTROPPO NON SONO PREVEDIBILI MA SAPPIAMO CHE SI POSSONO VERIFICARE. SOPRATTUTTO SE SI CONTINUA A PERPETUARE IN ERRORI DEL PASSATO COME LA COLLOCAZIONE DELL’INCENERITORE ATTUALE A POCHI METRI DALLA SIEVE!
TUTTO QUESTO PER UN’ OPERA DI CUI E’ GIA’ STATA EMESSA UNA SENTENZA DEL TAR TOSCANA CHE HA ANNULLATO GLI ATTI DI VIA E DI AIA E DI CUI SI E’ IN ATTESA DELL’ESITO DEL CONSIGLIO DI STATO.
VOGLIAMO CONFIDARE ANCORA NEL BUON SENSO DEI CONSIGLIERI REGIONALI CHE MARTEDI’ DOVRANNO VOTARE.
CHIEDIAMO LORO DI NON APPROVARE QUESTE MODIFICHE CHE CONSENTIREBBERO NON SOLO IL VIA LIBERA A SELVAPIANA MA IN GENERALE LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI IN AREE A RISCHIO IDRAULICO MOLTO ELEVATO ( cifr. ART. 142, COMMA 2).

Rufina, 11 Maggio 2012
Italia Nostra-Onlus Firenze – Ass. Valdisieve – Ass.“Vivere in Valdisieve” –
Medicina Democratica, sez.Pietro Mirabelli, Firenze

VALDARNO SOSTENIBILE

Diritti Umani calpestati

Posted: marzo 3, 2012 in Diritti Umani

E’ surreale quanto stia accadendo nella nostra società.

E’ un gioco al ribasso e un’imposizione continua verso il peggio a cui noi, poco a poco ci stiamo abituando, il tutto  giustificato sempre dalla stessa parola, “la crisi”,  .

Pensiamoci un po’,  facciamo una carrellata degli ambiti dove viviamo tutti i giorni.

  • Lavoro:   Continuo peggioramento della  sicurezza nei posti di lavoro,  crescita continua dei morti sul lavoro, crescita continua della precarizzazione a discapito dei posti di lavoro fissi, continuo peggioramento degli ambienti di lavoro, continua perdita dei diritti fondamentali (quelli che tutelano la dignità del lavoratore).  In Europa siamo gli ultimi come livello medio dei salari, un Tedesco lavora mediamente 6 ore alla settimana in meno di noi e guadagna il doppio, il costo della vita per i beni di prima necessità è identico a quello Italiano, ma tutto il resto forse costa meno, un affitto mediamente a pari superficie costa circa 80 €  in meno, i trasporti pubblici sono di gran lunga migliori e costano meno, la scuola è pubblica e garantita per davvero fino alla maggiore età, i servizi alla famiglia e agli anziani sono presenti e funzionanti , quindi un operaio mediamente guadagna il doppio e ha molti più servizi gratuiti di un Italiano, ha molti più diritti, formazione, tutela e la vita nel suo insieme costa meno grazie al servizio pubblico che funziona. Nei paesi scandinavi come Svezia e Danimarca addirittura un operaio guadagna più del doppio e sul fronte dei servizi stanno anche meglio che in Germania.
  • Servizi essenziali alla famiglia: Privatizzazione dei servizi essenziali come gli asili nido con conseguente aumento dei costi e peggioramento del servizio, sempre meno soldi e risorse pubbliche all’assistenza per disabili e malati,  i servizi oramai sono retti per l’ 80% solo dal volontariato.
  • Scuola: Sempre meno risorse alla scuola pubblica con conseguente peggioramento del livello di preparazione dei nostri ragazzi, ambienti scolastici sempre più fatiscenti e materiale didattico poco aggiornato.
  • Trasporti pubblici: Treni stracarichi di persone, ritardi continui, soppressione di corse sia dei treni che dei trasporti pubblici su gomma, peggioramento continuo della qualità del servizio.
  • Ambiente: Ci impongono continuamente scelte sbagliate ed estremamente dannose che degradano l’ambiente e la salute dei cittadini, come ad esempio si fa con la continua costruzione di Inceneritori e discariche.
  • Lavori Pubblici: Si fanno grandi opere con impatti devastanti sull’ambiente e sull’economia dei cittadini (vedi TAV) a discapito di opere locali essenziali come ad esempio il mantenimento delle strade pubbliche provinciali, regionali e statali che sono lasciate andare  e fanno letteralmente schifo, si allestiscono mega cantieri per poi subappaltarli a terzi a ditte dove vengono impiegati lavoratori al nero, senza tutela e senza sicurezza sui posti di lavoro. Il godimento di queste grandi opere ammesso che verranno mai finite verrà goduto forse fra 20 o 30 anni.

Tutto questo e tanto altro ci viene continuamente imposto, ci usano violenza in tutti i modi possibili immaginabili, schiacciano i nostri diritti, impoveriscono le nostre famiglie, mettono a repentaglio la nostra vita nei posti di lavoro, minano la sussistenza stessa e la tenuta dei nostri ambiti familiari che sotto la pressione costante dell’economia si disgregano e si degradano. Compromettono la vita dei nostri figli degradando e inquinando le terre e l’ambiente in cui viviamo per far spazio alle “loro grandi opere” discariche , inceneritori, TAV, etc.  Compromettono il futuro lavorativo e sociale dei nostro figli e nipoti abbassando il livello medio delle scuole, degradando l’insegnamento facendolo passare di fatto agli ultimi posti nella lista delle loro priorità. Espropriano terre che hanno accolto per secoli popoli pacifici per costruirci le loro grandi mostruosità, ci sottopongono (e noi consenzienti) a programmi televisivi che ledono la dignità e l’intelligenza umana.

Non è questa violenza, non è imposizione ?  Chi gli da il diritto di imporci il loro modo folle e irrispettoso di concepire la vita, il mondo e la società ?  Tutto ciò ci viene imposto in nome di un bene supremo, in nome di una fantomatica legge che oramai non esiste più, se non per coprire le loro continue malefatte, i loro continui crimini.

Di che legge si parla quando è solo a senso unico, imposta dall’alto per far rispettare gli interessi delle banche e dei grandi gruppi finanziari, creata applicata dai politici che sono solo dei grigi burocrati senza anima,esecutori di ordini che vengono da organismi di potere che nessuno controlla e che nessuno vota ma, che decidono e amministrano di fatto tutta la nostra vita presente e futura  e plasmano una società a loro immagine e somiglianza, la cui visione assomiglia sempre più a quella Orwelliana o alla riproposizione in versione ipertecnologica, di quella società medievale che ci facevano studiare a scuola, dove una piccola elite di sangue blu dominava masse di diseredati e povera gente chiamati “servi della gleba”.

E’ violenza quando s’impone ai lavoratori di operare in ambienti senza sicurezza, è violenza quando s’impone ad una famiglia la perdita di un caro perché  si permette al mondo del lavoro di giocare al ribasso chiedendo sempre più alle persone e dando sempre meno in cambio, è violenza ed è un crimine quando grazie alle grandi opere si fa ammalare la gente di tumore per non avere tutelato l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo. E’ violenza quando s’impone ad una famiglia media di vivere con due a volte con un lavoro precario da 700 € al mese.

E’ violenza quando di fatto s’impone ad un pendolare di affrontare tutti i giorni un viaggio costringendolo a ritardi, a resse sul treno a condizioni disagiate. E’ violenza quando si occupa militarmente una terra per una finalità i cui benefici al momento sono percepiti solo da chi si metterà in tasca i tanti soldi che ci sono in gioco con la costruzione di una determinata grande opera. E’ violenza quando si giura di fronte alla costituzione di difendere i diritti dei cittadini e l’interesse pubblico, per poi far man bassa delle risorse pubbliche ed abusare dei diritti comuni,  per fini personali o per scopi che niente hanno a che vedere con la carica che questa persona sta ricoprendo in rappresentanza di tutti i cittadini.

Però questo tipo di violenza pare che sia ammesso , pare che vada bene, si chiede rispetto delle leggi senza rispettarle, s’invoca no all’uso della violenza quando s’impone un sistema totalmente. basato sulla violenza e sull’ingiustizia.

Si parla di dialogo ma non si ascolta, si parla di tolleranza ma non viene tollerato il dissenso, si parla di democrazia ma s’impone un sistema governato da banche, lobbies e gruppi finanziari non eletti da nessuno.

Tutto questo è surreale, quasi un film dell’orrore, uno di quei film di cui si conosce già  il finale tragico e raccapricciante, con la differenza che da un cinema, pur avendo pagato il biglietto te ne puoi sempre alzare e andare via, da questa farsa a tinte tragiche e noir che è la nostra realtà di oggi, purtroppo no.

Concludiamo ricordando quelli che sono i diritti dell’uomo e del cittadino, diritti per cui milioni di persone sono morte nel corso dei secoli, persone che hanno dato la loro vita per permettere un giorno alle generazioni future di poter vivere una realtà migliore della loro.

Niente è scontato, niente è eterno e tutto va conquistato, ogni diritto acquisito non è per sempre, se non c’è un popolo che lotta per il mantenimento di questi diritti, allora se se ne perde il valore e alla fine se ne perde anche il godimento…….

Diritti dell’Uomo e del Cittadino:

Articolo 1

Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.

Articolo 2

Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.

Articolo 3

Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa.

Articolo 4

La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di quegli stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla Legge.

Articolo 5

La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

Articolo 6

La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve quindi essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini essendo uguali ai suoi occhi sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

Articolo 7

Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che procurano, spediscono, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente; opponendo resistenza si rende colpevole.

Articolo 8

La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.

Articolo 9

Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.

Articolo 10

Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge.

Articolo 11

La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Articolo 12

La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.

Articolo 13

Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d’amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini, in ragione delle loro sostanze.

Articolo 14

Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione e la durata.

Articolo 15

La società ha il diritto di chieder conto a ogni agente pubblico della sua amministrazione.

Articolo 16

Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione.

Articolo 17

La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previa una giusta indennità.

Si potrebbero infine aggiungere 3 articoli :

Articolo 18

L’essere umano e l’ambiente in cui esso vive sono considerati il valore principale , non esiste valore, ideologia, religione, politica,filosofia, economia o altro che stiano al di sopra della tutela delle persone e dell’ambiente in cui viviamo.

Articolo 19

Tratta gli altri come vorresti essere trattato.

Articolo 20

La legge, la politica, l’economia devono essere  esclusivamente al servizio del bene comune e dei diritti dei cittadini.

Per

Valdarno Sostenibile

L.C.


IL CRASH TEST DELLA GRECIA

 

 

 

 

 

Alcuni decenni fa, l’ente responsabile della sicurezza del traffico aereo USA decise di fare un COSTOSISSIMO TEST per verificare se gli standard del tempo, sotto certe condizioni, permettessero buone possibilità di sopravvivenza ai passeggeri in caso di atterraggio di fortuna senza carrello. Si intendeva, dato il costo dell’esperimento fare un test POSSIBILMENTE positivo, per quanto probante. Purtroppo la complessità del mondo reale ci mise lo zampino ed il risultato ..lo potete vedere da soli.

Ormai è  diventato di moda, in modo, come dire, sospetto, parlare di atterraggio morbido  e di default controllato per i   paesi più inguaiati dell’area “PIIGS” e non solo.

Il punto è che, al di fuori delle chiacchiere, NESSUN caso reale di default di uno Stato Sovrano è stato indolore ne tantomeno morbido.

Quello in atto è  quindi un esperimento, questa la verità, molto COSTOSO, che si fa sulla pelle delle persone e degli Stati, probabilmente destinato al fallimento.

Non solo: anziché cercare di RIDURRE il danno con un default volontario, i terrorizzati decisori greci hanno preferito immolare ancora un altro bel pezzo del futuro del loro paese nell’impossibile tentativo di sostenere l’economia, complice il (sedicente) mega-aiuto europeo. In cui la BCE è stata l’ espressione dei paesi europei più forti che dal prestito a strozzo generosamente concesso ai Greci ed agli altri hanno tratto e traggono (finché dura) ENORMI profitti.

Ci sarebbe stato bene un backlash, un colpo di frusta di ritorno, agli speculatori istituzionali ma, purtroppo per tutti, non è successo ed ora sono già TRE i paesi che vengono cannibalizzati con la scusa di aiutarli. Grecia,Portogallo,Irlanda noi o la Spagna siamo i prossimi in lista d’attesa.

L’esito del crash test, lo sappiamo benissimo  è davanti ai nostri occhi è disastroso.

Esattamente come venti anni fa, quando  i crash test frontali a 50 km/h davano costantemente esiti letali per i malcapitati manichini, non esistendo airbags ed altre strutture di contenimento.

Se ne esce SEMPRE, la Storia è li per raccontarcelo,  con sconvolgimenti profondi dell’intera struttura della Società e gli esiti sono imprevedibili.

L’ultimo di un certo rilievo in Europa, ha portato al nazismo ed alla Seconda Guerra Mondiale.

Ma, direte voi, il fondo di garanzia europeo è proprio questo, un air bag  nato per ridurre le conseguenza del crash.

Siiiii, magari.

E’ piuttosto un airbag taroccato, pieno di chiodi e carpenteria metallica che, anziché salvarti, ti esplode in faccia e ti ferisce in modo ancora più doloroso, lasciandoti cicatrici inguaribili.

Per questo è così importante il TEST GRECIA perché se questo modello dove si impoverisce la gente e la si indebita per le prossime 3 generazioni passa, allora lo si può esportare anche in altri stati anche nel resto d’Europa.

E’ così che sono cominciati i peggiori disastri della storia dell’umanità, il passo sucessivo è quello di limitare sempre più pesantemente i diritti dei cittadini, motivandone la ragione invocando lo stato d’emergenza.

Le conseguenze possono essere drammatiche, in Grecia siamo già sull’orlo della guerra civile.

C’è un progetto preciso e criminale dietro a tutto questo, l’obbiettivo è instaurare una forma di moderno totalitarismo dove i nostri popoli  saranno sempre più strette fra l’indebitamento e la sospensione o la revoca di diritti.

Gli esecutori sono i nostri politici che stanno eseguendo gli ordini delle varie,  Banca Centrale Europea , Fondo Monetario Internazionale etc.

 I mandanti veri e i beneficiari invece sono ben nascosti dietro a nomi di gruppi che all’apparenza dal nome potrebbero sembrare fondazioni benefiche eccone alcuni:

La Commissione Trilaterale, il Bilderberg Group, l’Aspen Institute, e il World Economic Forum. Raccolgono la ‘Globocrazia’ occidentale (citazione da The Economist), il cui potere non ha bisogno di spiegazioni, basta leggere chi sono.

Anche qui i nomi sono infiniti. Ne cito solo alcuni da ricordare: Peter Sutherland (ex WTO, Goldman Sachs, UE, Bilderberg), David Rockefeller (Trilat., Bilder.), Paul Volcker (ex FED, Aspen, Trilat., Bilder.), Leon Brittan (ex Commissione UE, Trilat.), Henry Kissinger (Aspen, Trilat., Bilder., WEF), John Micklethwait (Dir. The Economist, Bilder.), Zbigniev Brzezinski(ex gov. USA, ex Trilat.), Henry Paulson (ex gov. USA, Bilder.), Edmond de Rothschild (Bilder.), Ben Bernanke (govern. FED, Bilder.), Bill Clinton (WEF), Etienne Davignon (Bilder.), John Negroponte (ex Diplomazia USA, Trilat.), Karel de Gucht (Commissione UE per il Commercio, Bilder.), Condoleezza Rice (ex gov. USA, Aspen, Trilat., Bilder.), Jean Claude Trichet (govern. BCE, Bilder.), Timothy Geithner (Min. Tesoro USA, ex Trilat., Bilder.), Larry Summers (ex gov. USA, Bilder.), Carl Bildt (Min. Est. Svezia, Trilat., Bilder.), Joaquin Alumnia (Commissione UE per la Concorrenza, Bilder.), George Soros (WEF), Carlos Ghosn (Renault, WEF), George Papaconstantinou (Min. Finanz. Grecia, Bilder.), Peter Brabeck Letmathe (Nestlè, WEF), José Zapatero (premier Spagna, Bilder.), Cynthia Carroll (Anglo American, WEF), Josef Ackermann (Deutsche Bank, Bilder.), Neelie Kroes (Commissione UE per il Digitale, Bilder.), Christine Lagarde (Min. Finanz. Francia, Bilder.), Bill Gates (Microsoft, Bilder.), Donald Graham (AD Washington Post, Bilder), Robert Zoellick (Pres. Banca Mondiale, Bilder.)

Possibile che con queste prospettive noi Italiani si possa ancora dormire tranquilli, tra un grande fratello e l’altro distraendoci ogni tanto con una partita di calcio e un po’ di shopping ? !

Cos’è  questa nostra non reazione,  vero menefreghismo o paura,  paura del futuro, paura di guardare in faccia la realtà, paura di non sapere da che parte scapparne fuori ?

Possiamo cominciare a parlare seriamente, possiamo iniziare a ragionarne fra amici, al lavoro, a scuola, in casa e in tutti gli ambiti dove noi viviamo  o vogliamo far finta che tutto vada bene e che il problema non esista ?

Certo è che se ci sarà un’uscita,  essa  non si darà stando ognuno a casa propria e continuando a fare come se nulla fosse.

Non ci salveremo, disperdendoci in 1.000 rivoli, dividendoci  in 1.000 diverse battaglie e in 1.000 differenti sigle e pensando ognuno al proprio miserrimo orticello…….

 Il mostro è uno e uno soltanto e non ha senso accanirsi sulla coda o sui suoi innumerevoli tentacoli,  pensando che la politica possa essere la soluzione ai nostri problemi,  la politica è solo uno dei tantissimi modi per continuare a distrarci e portarci via le nostre energie in un teatrino senza mai inizio,  ne fine, un teatrino che ci fa schierare una volta da una parte e la volta dopo da quell’altra, un teatrino fatto di maschere e di ruoli, che innescano divisioni, lotte intestine e in definitiva una guerra fra poveri mentre intanto il mostro cresce e prospera felice.

  Molte volte la storia ci ha posto di fronte ad un bivio  tra il piegarsi all’oscurantismo, al ricatto, alla paura e al despotismo oppure coraggiosamente sollevare la testa e affermare la nostra dignità di essere umani  e fare  quello che si è sempre fatto nella Storia, combattere per la nostra libertà, combattere per i diritti civili e per la dignità umana. In definitiva Resistere !

Valdarno Sostenibile

Un ringraziamento a BlogOsfere da cui è tratto parte dell’articolo e a Paolo Barnard per i dati citati.

 

 


UN PIANO FUORI NORMATIVA

Posted: febbraio 12, 2012 in Acqua e Ambiente

I Coordinamento ATO Toscana Centro, Coordinamento dei comitati della piana di Firenze, Prato e Pistoia, Rete di Coordinamento Valdarno, Valdisieve

I comitati, le associazioni e le forze politiche che si oppongono al piano interprovinciale per la gestione dei rifiuti previsto in adozione per lunedì 13 febbraio al consiglio provinciale di Firenze,

alle 15.00 dello stesso giorno indicono una conferenza stampa

presso il palazzo Medici Riccardi, Via Cavour, 1

Finalizzata alla presentazione di “AlterPiano” e “Linee guida per un piano basato sul riciclo dei rifiuti” che rappresentano la sintesi delle proposte elaborate da comitati e associazioni, in alternativa a quello interprovinciale, con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro inerenti la gestione dei rifiuti, riduzione dei costi di smaltimento e relativi investimenti.

Gli scriventi ribadiscono la propria contrarietà ad un progetto al di fuori della normativa vigente italiana ed europea, economicamente svantaggioso, che mette a rischio la salute delle popolazioni, con la previsione dell’ampliamento degli inceneritori esistenti, la costruzione di nuovi e con la conseguente necessità di stoccare materiali pericolosi (scorie e ceneri) in luoghi che già la stessa Provincia ha definito non idonei.

Per lo stesso giorno alle ore 16.00 è indetto un presidio presso il palazzo della Provincia al quale tutti i cittadini sono inviatati a partecipare per manifestare la propria opposizione a questo progetto scellerato delle amministrazioni provinciali Firenze, Prato e Pistoia.

Durante questo incontro illustreremo con numeri alla mano come creare 3.800 nuovi posti di lavoro in Toscana per attuare una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti , come ricavare 67 milioni di Euro l’anno dalla vendita della materia prima secondaria ottenuta dal riciclo e riutilizzo dei rifiuti, come in 5 anni è possibile abbassare il costo di gestione dei rifiuti passando dagli attuali 118 € di costo a tonnellata ai 72 € a tonnellata previsti con la raccolta differenziata, come creare un polo tecnologico di ricerca e sviluppo in Toscana per l’innovazione nell’ambito del  riciclo, infine come è possibile preservare la salute dei cittadini e al tempo stesso rispettare le tasche dei contribuenti. 

Valdarno Sostenibile

 


Coordinamento Ato Toscana Centro, Coordinamento dei comitati della Piana di Firenze Prato e Pistoia, Rete di Coordinamento Valdarno Aretino, Valdarno Fiorentino e Valdisieve

Martedì 31 Gennaio la Rete di Coordinamento Valdarno Valdisieve, il Coordinamento dei Comitati della piana FI-PT-PO e il Coordinamento Ato Toscana centro hanno illustrato ai membri della III Commissione della Provincia di Firenze, l’elaborazione di piani alternativi allo smaltimento dei rifiuti in discariche e negli inceneritori.
La produzione e la presentazione di tali documenti è stata necessaria poiché la Provincia si appresta ad approvare il Piano Interprovinciale dei Rifiuti che si fonda sull’incenerimento ed il conferimento in discarica, allontanandosi da quei principi di ciclo virtuoso quali il riciclo, riuso e recupero del rifiuto a cui anche la legislazione europea e italiana ci richiama.
Entrambi i piani, nella loro ricerca di nuove politiche sui rifiuti, hanno prodotto dati, fatti ed esperienze tangibili, volti a stimolare le istituzioni al fine di sviluppare un ciclo virtuoso e rispettoso nella gestione dei rifiuti e porre l’attenzione su aspetti quali: i danni per la salute delle popolazioni, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, di risparmiare il denaro pubblico, di diminuire l’inquinamento e rispettare l’ambiente.
Il piano interprovinciale dei rifiuti delle tre Province è basato su soluzioni impiantistiche vecchie e, in alcuni casi, anche fuorilegge: il caso dell’inceneritore di Case Passerini, di cui si dichiara già l’inizio dei lavori per Settembre 2012 senza aver effettuato la Valutazione d’Impatto Ambientale così come stabilito per legge; il previsto nuovo inceneritore di Selvapiana sul letto del fiume Sieve; la realizzazione della discarica de Le Borra posta in un terreno tutelato da vincoli della stessa Provincia di Firenze.
La Rete di coordinamento Valdarno e Valdisieve, il Coordinamento dei comitati della Piana fiorentina, pratese e pistoiese e il Coordinamento Ato Toscana Centro invitano quindi le autorità provinciali a cogliere i suggerimenti e le esperienze virtuose contenute nei documenti presentati, evitando che il piano interprovinciale sia adottato “tal quale” in consiglio provinciale il 13 febbraio, come dichiarato dall’assessore Crescioli.
La rivisitazione del Piano è un esempio di democrazia partecipata a cui si tende, e che in questo caso passa per il recepimento da parte delle istituzioni delle proposte concrete e realizzabili avanzate dai cittadini, la cui deprecabile non accettazione dimostrerebbe invece il contrario.
A tal fine
il Coordinamento Ato Toscana Centro, il Coordinamento dei comitati della Piana di Firenze Prato e Pistoia e la Rete Coordinamento Valdarno Aretino, Valdarno Fiorentino e Valdisieve
convocano
Sabato 11 febbraio alle ore 12
presso la sala “Oriana Fallaci” del palazzo della Provincia di Firenze (ingresso da via dei Ginori)
una conferenza stampa in cui Fabrizio Bertini, Rossano Ercolini e Simone Tommasini presenteranno “Alterpiano per la gestione dei rifiuti nell’ATO Toscana Centro” e “Linee guida per un piano alternativo di gestione integrata dei rifiuti in Toscana”.

All’incontro parteciperanno i comitati, le associazioni e le forze politiche che hanno sottoscritto i due documenti.

Valdarno Sostenibile 

Comitato promotore della rete di coordinamento Valdarno e Valdisieve.


L’articolo  18  allontana  gli   investimenti ……

Anche   pagare   gli   stipendi  a  chi  lavora   allontana   gli   investimenti…   allora  che   facciamo,   torniamo  alla   schiavitù ?

 

Monti annuncia di voler mettere le mani all’art 18.

Come al solito si punta sempre a togliere qualcosa  a chi ha già poco.

L’articolo 18 è uno dei pochi diritti rimasti a tutela della dignità del lavoratore.

La strategia è sempre quella, fare leva sull’emergenza, fare leva sulle paure della gente, per farci accettare il rospo.

Da una parte a parole si parla di migliorare il mercato del lavoro, si parla di tutela dei giovani, di creare le condizioni per nuovi posti di lavoro e dall’altra nella pratica si vuol togliere l’ultima tutela rimasta ai lavoratori, l’articolo 18 .

Perché non si comincia a rivedere l’attuale normativa del lavoro che permette che un giovane non abbia nessun diritto.

Attualmente un giovane può essere assunto a progetto, alla fine del progetto tante grazie e arrivederci.

 Può essere assunto con contratti co co co della durata di soli 15 gg.

Può essere assunto con contratto a tempo determinato rinnovabile a piacere anche per diverse volte dal datore del lavoro  e poi ancora tante grazie e arrivederci.

A prestazione occasionale

A lavoro parasubordinato

Adesso poi  ci sono ancora nuove formule, va di moda licenziare la gente e chiedergli  di metter su una partita IVA per svolgere come esterno il lavoro che prima svolgevano come dipendente, le paghe orarie proposte sono ridicole il potere contrattuale del futuro ex dipendente è nullo in pratica licenziarsi e poi come esterno accettare  le condizioni poste dal datore, oppure in caso contrario  il licenziamento da parte del datore di lavoro  e poi il nulla.

Dai dati  Istat abbiamo oltre 3 milioni di lavoratori al nero che su 23 milioni di lavoratori  regolari rappresentano  più del  13 % del mercato del lavoro.

Nel 2010 sono state effettuate con contratto a termine il 63,2 per cento delle assunzioni fra i quadri, il 79,8 degli impiegati, il 69 per cento degli operai.

Non siamo più in un mercato del lavoro siamo  in una babele, in una casba, dove il lavoratore specie i giovani e gli assunti nelle ditte sotto i 14 dipendenti sono diventati  merce da usare, e buttare al massimo da scambiare, sono carne da macello.

Siamo in un paese in cui oltre 1 milione di persone all’anno s’infortuna e ogni 6 ore muore una persona sul lavoro.

Abbiamo il massimo della flessibilità, della mobilità, ma ancora  non va bene dobbiamo essere ancora più flessibili più mobili….

Il posto fisso non è un valore, il posto fisso blocca gli investimenti, i giovani e i lavoratori in genere si devono abituare alla mobilità, e poi (parole di Monti)  che  monotonia il posto fisso.

In fondo, in effetti è un po’ troppo noioso tirare avanti la famiglia con 1000 € al mese, ma si dai divertiamoci un altro po’, introduciamo anche un’altra variabile al sistema, facciamo mobilità e flessibilità, 1 mese di lavoro si e 2 mesi no così si che diventa entusiasmante sopravvivere.

E’ surreale che tali parole vengano da uno che è SENATORE A VITA !

Uno che in un anno guadagna quello che qualcuno non guadagna in 40 anni di lavoro.

Vergogna ! 

Per quanto riguarda gli investimenti lo sanno tutti anche i bambini che in Italia non si fanno investimenti perché è un paese senza futuro un paese che non investe sui giovani , che non finanzia la ricerca e lo sviluppo, un paese dove la burocrazia e le complicazioni hanno raggiunto livelli da manicomio.

Lo sanno tutti che dall’estero nessuno investe più in Italia perché abbiamo una classe dirigente incapace e corrotta che si è insediata in tutti i gangli della società, un parlamento di ruffiani, papponi  e parassiti senza dignità,

Riformiamo  la classe dirigente con le nuove generazioni quelle che sono costrette a fuggire all’estero, si  faccia una legge di responsabilità politica dove chi sbaglia paga, si voti una legge elettorale degna di essere chiamata “ Democratica”   si allontani indagati, inquisiti e chi ha conflitto d’interessi e si ponga un limite di  numeri di legislature che un qualsiasi eletto possa fare, poi si  torni al voto per eleggere un parlamento  sano, fatto da gente sana.

 

Allora in poco tempo,  gli investimenti torneranno e l’Italia tutta potrà rinascere, i giovani sperare, i cittadini fare i bravi cittadini, gli studenti studiare per un futuro migliore ed  i lavoratori tornare a  Lavorare con la L maiuscola .

Valdarno Sostenibile


 Gestione Rifiuti :  APPELLO  ALLA CITADINANZA   !

Partecipiamo all’audizione in Provincia promossa dalla Rete di coordinamento Valdarno Valdisieve e dal Coordinamento dei  Comitati della piana fiorentina.

Il 31 Gennaio alle ore 10,00 presso Palazzo Medici Riccardi a Firenze , ci sarà l’audizione con la Provincia di Firenze.

In quell’occasione saranno ricevuti la rete di coordinamento del Valdarno e della Valdisieve e il coordinamento dei comitati della piana.

Anche qui in Valdarno si è  finalmete formata una vasta Rete di Coordinamento comprendente Associazioni, Comitati, Movimenti e molte forze politiche del territorio.

Con questa rete insieme ai tanti comitati della piana fiorentina si lavora e si  lotta per l’attuazione di  una gestione virtuosa dei rifiuti e per impedire che venga attuato il piano di gestione dei rifiuti di ATO Toscana Centro tutto incentrato su inceneritori e discariche .

Per questo sono state elaborate delle linee guida per un piano alternativo basato su Riduzione, Riutilizzo e Riciclo .

Il concetto cardine di queste linee guida è che i cosidetti  ”RIFIUTI” all’inzio del ciclo di produzione, sono materia prima,  in una gestione corretta e rispettosa, questi materiali non devono essere buttati via,  bensì devono tornare all’inzio del ciclo produttivo come materia prima secondaria.

Con lo stesso concetto e con gli stessi obbiettivi anche i comitati della piana fiorentina  hanno approntato un importante  documento ”L’Alterpiano” contenente proposte pratiche e percorribili per la gestione virtuosa dei rifiuti.

Con la presentazione di questi 2 documenti in Provincia e in Regione  non ci sarà più la possibilità di dire che le alternative non esisitono, da questo momento in poi  da parte delle istituzioni  sarà  solo una questione di avere o non avere  la volontà di percorrere queste strade alternative , proposte concrete contenute nei documenti , corredate da numeri, valutazioni, diagrammi, piani economici a cui tanti comuni cittadini hanno lavorato e di cui adesso facciamo dono alle istituzioni, affinchè facciano  il loro lavoro di amministratori in maniera rispettosa della salute della gente e del nostro ambiente. 

Se non vogliamo più discariche ed inceneritori è necessario però fare pressione, la gente deve far sentire la propria  voce, appoggiare le proposte alternative che sono state presentate in Provincia di Firenze.

 Per questo è importante esserci ed è fondamentale partecipare.

Martedì 31 Gennaio l’audizione in provincia può essere una prima importante occasione per farci sentire per dire che noi cittadini esistiamo.

Chi non partecipa subisce passivamente quello che viene deciso da altri.  

 In questo caso la posta in gioco è molto alta, inceneritori e discariche vogliono dire TUMORI, malattie , peggioramento drastico della qualità della nostra vita.

Non è più possibile voltarsi dall’altra parte e fare finta di nulla, l’unica alternativa a subire è partecipare.

 Valdarno Sostenibile


Lettera aperta ai Sindaci di Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno, Cavriglia e Terranuova.

Cari Sindaci, anzitutto buon anno.

Vi scriviamo questa lettera come comuni cittadini, non rappresentiamo niente o nessuno, se non la tangibile preoccupazione di migliaia di abitanti che sulla questione dei rifiuti si sono posti molte domande in questi ultimi mesi.

In merito alla questione de Le Borra e dei 4 inceneritori previsti nel piano interprovinciale ATO Toscana Centro,  Greve, Rufina, Case Passerini e Montale siamo sinceramente preoccupati.

La questione è seria e non esauribile tramite un dibattito politico.

Nel Valdarno in particolar modo, saremo circondati da inceneritori e assediati dalle discariche.

Non ci tranquillizza affatto quello che è stato ripetuto più volte dalle istituzioni, che Le Borra riceverà solo ceneri da incenerimento.

E’ proprio questo il punto, L’INCENERIMENTO.

Le ceneri che ci si ostina tanto a voler considerare innocue, sono altamente tossiche e cancerogene.

Sono pericolosissime sia nella fase di smaltimento, che nella fase di trasporto, perché essendo microparticolati, polveri sottili e leggerissime, possono andare dappertutto e disperdersi in atmosfera per chilometri.

Le polveri sottili e i microparticolati saranno dispersi in atmosfera da più fonti: dagli inceneritori, che coprono un raggio di ricaduta che va dai 20 ai 30 chilometri e quelle che si libereranno in aria durante il trasporto e la fase di smaltimento.

Le polveri sottili sono un nemico infido e invisibile, si accumulano nell’ambiente, le respireremo e le ingeriremo, il loro carico di metalli pesanti e diossine si accumulerà nei nostri tessuti, polmoni, fegato, apparato digerente e in termine di pochi anni se ne comincerà a vedere l’effetto, con l’aumento smisurato dei casi di tumori e malattie terribili, come leucemie, infarti, ictus, neoplasie, aumenteranno anche i casi di aborti spontanei dovuti all’insalubrità dell’atmosfera e di ciò che mangiamo.

Infine, le ceneri, una volta stoccate nei terreni totalmente inadatti de Le Borra, filtreranno con i loro percolati carichi di sostanze nocive e cancerogene che ritroveremo nelle nostre falde acquifere, nei nostri fiumi, nell’acqua che berremo.

Questo non è un quadro apocalittico, è semplicemente la descrizione di qualcosa che è già comprovato, dati alla mano, in altre parti d’Italia dove gli abitanti convivono con inceneritori e discariche.

Non si può più voltarsi dall’altra parte facendo finta di nulla, voi siete i nostri primi cittadini, siete coloro che ci rappresentano e amministrano e noi come vostri cittadini vi invitiamo a fare bene il vostro lavoro di amministratori, vi chiediamo di documentarvi, di interessarvi, di preoccuparvi insieme a migliaia di persone.

Vi chiediamo di esercitare il vostro ruolo istituzionale in difesa e a tutela di tutti i vostri cittadini e dei nostri territori.

Vi esortiamo a fare pressione e a promuovere in tutte le sedi istituzionali competenti, un’alternativa alla gestione dei rifiuti che faccia a meno degli inceneritori, che sia rispettosa della salute dei vostri cittadini e che tuteli l’ambiente dove viviamo.          L’alternativa adesso c’è.

Valdarno Sostenibile

Buon Natale da Valdarno Sostenibile

Posted: dicembre 24, 2011 in Società

IMPRESSIONI   DI   NATALE

 

Un altro Natale…per molte persone è il momento più speciale dell’anno per altre è il momento più difficile nel quale tradizione e soldi proprio non vanno d’accordo.

Valdarno sostenibile in giro per la città ha raccolto le impressioni degli ottimisti e dei pessimisti, ma in entrambe i casi ha notato una certa pesantezza poiché soldi ce ne sono pochi e sappiamo bene che il 2012 non si prospetterà un anno positivo.

Risparmiare è un po la parola chiave, tirare la cinghia per qualcuno è ormai abitudine, i regali natalizi sono meno preziosi, ma anche nel più umile dei doni c’è la volontà di festeggiare il natale nel migliore dei modi, per questo Valdarno Sostenibile vuole regalare quattro messaggi ai suoi lettori.

Il primo messaggio è che per quanto il periodo non sia dei più floridi non dobbiamo farci prendere dalle paure e dai timori, la paura inibisce lo spirito, più tosto rendiamoci consapevoli di ciò che abbiamo e tiriamo fuori la grinta poiché ora più che mai abbiamo bisogno di lottare.

Il secondo messaggio è la solidarietà, non c’è niente di più bello che condividere una festività come quella del natale anche con il proprio vicino, che magari non se la sta passando proprio un gran che bene, non c’è dono più bello che si possa offrire che far sentire la nostra vicinanza prestando ascolto agli altri.

Il terzo è più che un augurio un consiglio per un natale un po più sobrio…

Il 25 Dicembre i cassonetti della spazzatura si riempiono di rifiuti di ogni genere, sembra la guerra delle carte colorate scatole e scatoloni, bottiglie e plastica fanno capolino e ricadono ai lati dei cassoni i quali sembrano vulcani attivi che eruttano mettendo in luce la cosa più negativa del natale, il consumo sfrenato e disorganizzato…la cosa più triste la vediamo dopo le feste…abeti mozzati di lato ai cassonetti che ormai non servono più a causa della cultura dell’usa e getta..

Chiediamo un po’ di riguardo e rispetto, cerchiamo di fare incarti contenuti di moderarci e di riciclare il più possibili, dimostriamo a tutti che siamo soprattutto cittadini e non solo consumatori!

Il quarto messaggio è un incitamento, se vogliamo cambiare in meglio  il mondo in cui viviamo, se vogliamo influenzare le decisioni che ci riguardano da vicino, allora non è più possibile delegare gli altri, non è più sufficiente dare il nostro voto una volta ogni 5 anni,  ci vuole Partecipazione.

La vostra partecipazione !

Coraggio
Solidarietà
Rispetto
Partecipazione

Ilaria Bozzuffi.

BUONE FESTE a tutti da Valdarno Sostenibile

Un grazie a Chiara Baldini per la grafica.


Piano interprovinciale dei rifiuti, ecco la proposta alternativa. Che punta tutto sul riciclo

Riportiamo interamente l’articolo apparso su Valdarnopost sul piano alternativo che abiamo redatto insieme con tutta la rete di coordinamento del Valdarno aretino,Valdarno fiorentino e Valdisieve.

L’hanno redatta una serie di associazioni, comitati, movimenti, partiti politici che hanno aderito alla Rete di coordinamento per il Valdarno aretino, Valdarno fiorentino e Valdisieve. L’obiettivo è quello di offrire alla Regione e alle province una serie di spunti per cambiare il piano già approvato dall’Ato Toscana Centro. “Discariche e inceneritori, oltre che dannosi, sono destinati a diventare inutili”

Un piano interprovinciale dei rifiuti alternativo a quello presentato dalle province di Firenze, Prato e Pistoia, dove i protagonisti sono gli inceneritori e le discariche. Un piano che contiene indicazioni precise, corredate da studi e dati a dimostrazione della tesi principale: questi impianti fanno male all’ambiente e alla salute dei cittadini, ma soprattutto potrebbero non servire proprio a nulla, se il ciclo dei rifiuti sarà gestito in maniera migliore.

Il piano alternativo è stato redatto da una serie di associazioni, comitati, movimenti, partiti politici che hanno aderito alla Rete di coordinamento per il Valdarno aretino, Valdarno fiorentino e Valdisieve. Ne fanno parte l’Associazione vittime di Podere Rota; Next Montevarchi; l’Associazione Valdisieve; il movimento Libero Perseo; Valdarno Sostenibile; i circoli territoriali di Sel del Valdarno aretino, fiorentino e della Valdisieve; Rifondazione comunista della provincia di Firenze e di Reggello; il Movimento 5 stelle di Figline, Reggello e Terranuova; La Sinistra per San Giovanni; Idv e Sel di Figline e la lista Homo Novus di Cavriglia.

“Quella che proponiamo - si legge nel documento - è un’alternativa percorribile al piano interprovinciale dei rifiuti ATO Toscana Centro. Piano che così come è stato presentato, è per noi promotori totalmente inaccettabile”. L’intero piano dei rifiuti alternativo a quello ufficiale è scaricabile per intero cliccando qui.

“Il piano interprovinciale da poco presentato - si legge ancora nella proposta alternativa - non ha saputo e voluto affrontare il nodo cruciale del ciclo dei rifiuti, costituito dalla visione strategica di abolire sostanzialmente il conferimento in discarica e l’incenerimento. L’approccio al problema infatti è di natura essenzialmente impiantistica con l’uso preponderante della tecnologia dell’incenerimento, pur in presenza di enormi ed irrisolti problemi tecnologici e corrispondenti responsabilità in materia di salute pubblica, riguardo alla dispersione in atmosfera di polveri ultrafini  nanometriche con effetti patologici molto gravi e di ceneri tossiche da conferire poi in discariche speciali”.

“In provincia di Firenze, in pratica, si prevedono ben due inceneritori nuovi (Case Passerini e Testi) a cui si aggiungono  la sostituzione del vecchio inceneritore con uno nuovo a Selvapiana e l’ampliamento dell’esistente inceneritore di Montale, per un totale di 360.000 T/a; inoltre, si prevede la realizzazione della nuova discarica di Le Borra da 1.000.000 di tonnellate. Purtroppo non è previsto nemmeno un impianto di riciclaggio, né sono previsti investimenti in isole ecologiche o in impianti a Trattamento Meccanico Biologico o stanziamenti consistenti nell’organizzazione di un sistema efficace e in larga scala per la  raccolta diferenziata porta a
porta”.

Ed è proprio questo il punto, secondo le proposte del Coordinamento del Valdarno e della Valdisieve: mancano investimenti che promuovano una cultura diversa della gestione dei rifiuti. “Eppure, se si dà uno sguardo alle normative europee fatte proprie anche dall’Italia, si deve raggiungere come obiettivo minimo il 65% di raccolta differenziata entro il 2012. Questo significa che la quantità di rifiuti solidi urbani indifferenziati dovrà ammontare ad un totale massimo di 3.300.000 t/a nel 2012 e 3.100.000 t/a nel 2015. Quindi, il progetto che prevede quattro inceneritori nell’Ato Toscana Centro, con una capacità totale di 3.600.000 t/a, appare del tutto improprio e finanziariamente spropositato”. Inutile, dunque, ai fini della gestione del ciclo dei rifiuti nell’area di riferimento.

Non solo: il piano che punta sulla raccolta differenziata spinta, partendo dal porta a porta, garantirebbe anche minori spese e persino un bilancio positivo, entro il 2015, grazie alla vendita delle materie riciclate. “I dati dimostrano che attuare la Strategia rifiuti Zero costa 80 milioni di euro in meno rispetto a continuare a costruire discariche ed inceneritori. Senza contare i danni alle persone e all’ambiente che così si risparmierebbero. Inoltre, la vendita delle materie prime ottenute con il riciclo porterebbe la gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana ad un saldo attivo già dal 2015, con oltre 19 milioni di euro di entrate nette”.

Assunti dimostrati con cifre alla mano e schemi esplicativi anche molto dettagliati. Insomma, la soluzione alternativa sarebbe più salubre, più rispettosa dell’ambiente, e più economica per i cittadini. “Perciò, si dimostra che il piano interprovinciale di Ato Toscana Centro oltre che illegittimo, irrispettoso del diritto alla salute delle persone e dell’ambiente, è anche obsoleto ed inadeguato, senza motivazioni tecniche o finanziarie che dimostrino, a nostro parere, la reale fondatezza a beneficio dei cittadini”.

Redatto da Valdarnopost

Valdarno Sostenibile

Ecco il piano alternativo:

Linee Guida per un Piano Alternativo di (Ri)ciclo dei Rifiuti in Toscana (R4)

LE BORRA

Posted: dicembre 22, 2011 in Acqua e Ambiente

SOLO CENERI  DEL CAMINETTO  !  !

In merito alla questione della futura discarica de le Borra, apprendiamo dagli organi di stampa quanto dichiarato dal presidente della provincia di Firenze Andrea Barducci.
Il nostro presidente dichiara che “ l’area de le Borra sarà destinata solo ed esclusivamente al conferimento dei rifiuti da termovalorizzazione, ossia solo ceneri non pericolose, da spazzamento e gli scarti da raccolta differenziata”. Vorremmo chiedere se il presidente Andrea Barducci, ha mai preso visione delle analisi di quelle che lui stesso dichiara “ceneri non pericolose”. Senza scendere in dettagli tecnici, volevamo segnalare che tali ceneri derivanti da inceneritori, contengono in alte percentuali, metalli pesanti, diossine, PCB, Furani e altri veleni e sostanze tossico-nocive di varia natura, altamente cancerogene. Tali ceneri sono catalogate nella tabella 19 al punto 190111 e sono classificate come ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose. 

Quindi non sono inerti, come si vuol sostenere, bensì sono rifiuti pericolosi. Inoltre proprio riprendendo quanto riportato dal nuovo piano Interprovinciale di Ato Toscana centro, si parla della futura discarica de le Borra come sito adatto per il conferimento dei rifiuti tal quali. Nella dichiarazione di Barducci si parla anche di “ avere come requisito minimo il coraggio di dire la verità ai propri cittadini”. Per quanto ci sforziamo, non riusciamo a capire a quale “verità” si faccia riferimento e a quali “voci” si riferisca il presidente della provincia di Firenze, visto che proprio tali voci e tali verità, sono inequivocabilmente contenute nel piano interprovinciale Ato Toscana centro e nel sistema di catalogazione nazionale dei rifiuti. Infine visto che nella sua dichiarazione, il presidente della provincia di Firenze cita la parola “collettività” vorremmo ricordarne il significato: Collettività sta ad intendere, far prevalere all’interno di una precisa comunità, gli interessi e gli obiettivi comuni in una forma condivisa e solidale.

Valdarno Sostenibile

 


E’  LA  VIOLENZA  CHE  RENDE  L’UOMO  DIVERSO

E’ successo che un pazzo, (come chiamarlo altrimenti) d’ideologia nazista e simpatizzante di  Casa Pound, decidesse un giorno, così, per rabbia, per stress, per sentimenti di vendetta di prendere una pistola e di sparare all’impazzata contro la comunità Senegalese di Firenze, prima in piazza Dalmazia (periferia nord) e poi nel centralissimo rione di San Lorenzo. Non riusciamo ad essere partigiani fino alla fine e non ci sentiamo di incolpare per l’efferato gesto,  le associazioni o i gruppi a cui l’omicida si era legato . Ci sentiamo però di dare tutta la nostra solidarietà alla comunità Senegalese di Firenze e della Toscana, colpita a sangue freddo e senza una reale motivazione. Oltretutto le comunità che provengono da quel paese, tranne rari casi, hanno sempre mantenuto un buon rapporto con i luoghi che le hanno ospitate. La comunità senegalese raramente entra nei traffici illegali, se si toglie quello della contraffazione (che comunque è gestito, nella maggior parte dei casi, da italiani) è una comunità che si è sempre ben integrata con la nostra cultura.  Ci preme sottolineare , a Firenze come in altri luoghi, sia in Toscana che nel resto d’Italia, i gruppi neo nazisti e della destra antagonista siano stati troppo spesso sottovalutati dalle autorità competenti.                                                                                                                                                                                                                                                       C’è un rigurgito fascista e del pensiero dell’odio e della violenza come soluzione che deve essere contrastato, senza per questo togliere la parola e il diritto ad una libera opinione a nessuno.

Valdarno Sostenibile


Il Comitato  Acqua  Pubblica  di  Arezzo  dà  avvio  alla  campagna  nazionale  di  “obbedienza civile”

 Da lunedì 12 dicembre partirà in tutto il territorio dell’ATO 4 la campagna di “obbedienza civile” per l’applicazione del referendum vinto nel giugno 2011 con il 95,8% e che ha abrogato il profitto sulle bollette dell’acqua.

Come è noto con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 116 avvenuta in data 20 luglio 2011 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e la cancellazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette dell’acqua anche la componente della “remunerazione del capitale investito” (cioè il profitto per il gestore).

Da allora sono passati alcuni mesi, ma le tariffe non sono diminuite, poiché i gestori – nonostante le ripetute diffide inviate - hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.

Per questo il Forum per l’acqua pubblica, promotore dei referendum, lancia in tutta Italia la campagna di “obbedienza civile”, invitando i cittadini ad eliminare il profitto dalle bollette e quindi a pagare le bollette solo dopo la decurtazione di questa componente. E’ stata chiamata “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma solo di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.

Nell’ambito di competenza di Nuove Acque la riduzione da applicare al totale della bolletta, così come rilevata dal vigente Piano di Ambito dell’ATO 4, è pari al 13,56% dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 e al 13,82% per l’anno 2012.

La campagna di “obbedienza civile” si realizza:

  1. attraverso l’invio a Nuove Acque spa e all’ATO 4 di una “dichiarazione” con la quale viene comunicato il motivo della decurtazione delle bollette.
  2. con la compilazione del bollettino di conto corrente postale applicando la decurtazione della remunerazione del capitale investito; tutte le tipologie di utenze sono interessate.
  1. attraverso la segnalazione dell’adesione alla campagna di “obbedienza civile” di ogni singolo utente al Comitato Acqua Pubblica; infatti la possibilità di vittoria è direttamente proporzionale alla diffusione dell’iniziativa e all’unione dei cittadini.

Numerose associazioni di concerto con il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo forniranno gratuitamente a tutti i cittadini adeguata informazione e ausilio in tutte le fasi della campagna di “obbedienza civile”. Nel retro di questo foglio vi è l’elenco degli sportelli attivi nella fase iniziale, con gli orari di ricevimento. Inoltre il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e il Forum nazionale per l’Acqua Pubblica garantiranno - se necessaria - anche assistenza legale ai singoli cittadini aderenti alla campagna di obbedienza civile.

E’ tuttavia evidente che ogni utente del servizio idrico che aderisce decide autonomamente di smettere i panni di suddito e tornare ad essere cittadino, consapevole dei propri doveri ma anche dei propri diritti, che nel caso specifico riguardano aspetti fondamentali di convivenza democratica: ottenere che gli effetti di un referendum vinto con il 95,8% dei consensi vengano effettivamente applicati. 

SPORTELLI DOVE SI POSSONO AVERE INFORMAZIONI:

Sportello Luogo Giorni orario
ACLI Via Pizzuto, 34 – Arezzo Martedì e Giovedì Dalle 9,00 alle 12,00
ACLI Via Guido Monaco, 48 – Arezzo Martedì Dalle 15,00 alle 17,00
ARCI Corso Italia, 205 – Arezzo Mercoledì Dalle 15,30 alle 18,30
Magazzini Popolari Via Libia, 10 – Arezzo Mercoledì, Giovedì e Venerdì Dalle 18,00 alle 20,00
Circolo Berlinguer Largo I° Maggio, 80 – Arezzo Lunedì e Martedì Dalle 15,00 alle 18,30
Circolo Berlinguer Largo I° Maggio, 80 – Arezzo Mercoledì Dalle 9,30 alle 12,30
       

 

 

 

 BOZZA DI LETTERA

R.R.R.                                                                            Spett.le

                                                                                       NUOVE ACQUE S.P.A.

                                                                                       Loc. Cuculo-Frazione Patrignone

                                                                                       52100 AREZZO

R.R.R.       

                                                                p.c.                Spett.le Autorità di Ambito Territoriale n.4

                                                                                      Alto Valdarno

                                                                                      Via Piero Gobetti, n.53

                                                                                      52100 AREZZO

OGGETTO: RECLAMO/ISTANZA DI RIMBORSO

Decurtazione dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito - Adesione alla campagna di “obbedienza civile”  per l’attuazione del referendum .

Il/la sottoscritto/a____________________________ nato/a il ________ a__________________________

residente in __________________________________________________________________________

Utente del Servizio Idrico integrato (Nome Aato) _______________________________________________,

Codice Cliente n. __________C.F._________________________________________________________, 

PREMESSO

-che con D.P.R. del 23.03.2011 (in G.U. n.77, del 04.04.2011), è stato indetto referendum popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato; 

-che in esito al detto referendum il comma 1 dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, è abrogato limitatamente alle seguente parte:  “ dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito ”;

-che con D.P.R. n.116, del 18.07.2011, pubblicato in G. U n.167, del 20.07.2011, si è stabilito che l’abrogazione suddetta ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del Decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;

-che pertanto a far data dal 21 luglio 2011 la suddetta norma é a tutti gli effetti abrogata;

-che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 26/2011, nel dichiarare l’ammissibilità del referendum, ha precisato che “la normativa residua è immediatamente applicabile” e  “non presenta elementi di contraddittorietà”;

-che pertanto, dal 21 luglio 2011, codesta società non ha più titolo per esigere l’importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito (pari al 7%);

-che ciò malgrado, nelle fatture pervenute allo scrivente successivamente a tale data non risulta essere stato dedotto l’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito; 

-che lo scrivente, in obbedienza al dato normativo, intende dare esecuzione all’esito referendario;

P.Q.M.

-  Avanza formale reclamo avverso le fatture che contengono e conterranno le quote relative alla remunerazione del capitale;

- chiede che venga eliminata dalle prossime fatture emesse dalla vostra società la quota di remunerazione del capitale investito,  pari al 13,56% (anno 2011) e al 13,82% (anno 2012) del corrispettivo dovuto per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione.

- contestualmente chiede che codesta società provveda a rimborsare al medesimo, entro trenta  giorni dalla presente, quanto già da questi indebitamente corrisposto a titolo di remunerazione del capitale investito, con riguardo al periodo successivo al 20.07.2011

- se la vostra società non dovesse dare seguito alle suddette richieste comunica, a tutti gli effetti di legge, che a decorrere dalla prossima fattura, provvederà a detrarre, da quanto richiesto in bolletta, l’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito;

-Con riserva, in difetto, di agire senza ulteriore preavviso nelle competenti sedi giudiziarie.

- In caso di domiciliazione bancaria della bolletta del servizio idrico, ne chiede la revoca.

Distinti saluti.

Luogo e data __________________                  Firma __________________________________

Stampa la versione in PDF qui sotto: 

Obbedienza Civile Nuove Acque Arezzo Ato4 Alto Valdarno

 

Prossimamente   partirà  anche  la  campagna  di  obbedienza  civile  anche  nel  Valdarno  Fiorentino,  vi alleghiamo  la  versione  in  PDF  da  scaricare  per  aderire  alla  campagna  e richiedere  la  restituzione  delle  quote  del 7%   illegittimamente  trattenute  sulle  nostre  bollette.

Per   intanto   ecco   il   PDF,  vi  teniamo  aggiornati  per  quando  partirà  la  campagna  d’obbedienza  civile  anche  nel  Valdarno  Fiorentino

Obbedienza Civile Publiacqua Ato 3 Medio Valdarno

Valdarno Sostenibile


Il  gruppo  Sinistra Ecologia  e  Libertà  Valdarno  prende  posizione  netta  sul  piano  Interprovinciale  dei  rifiuti.

Noi di Valdarno Sostenibile siamo davvero molto contenti della netta presa di posizione di SEL, ne apprezziamo il coraggio e la voglia di mettersi in gioco  per questo riportiamo integralmente il testo del loro comunicato stampa .

Il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà del Valdarno Fiorentino, in merito al piano interprovinciale dei rifiuti approvato in giunta provinciale di Firenze, esprime tutta la contrarietà, sia per il metodo usato, sia per i contenuti che per i suoi principi di base.

Si tratta di un passo indietro nell’affrontare la tematica rifiuti, troppi impianti equivalgono solo a logiche di interesse per gli impiantisti. E a nulla servono per garantire una gestione moderna e all’avanguardia del problema.

Noi ci impegneremo, congiuntamente in sede politica, amministrativa e sociale per fare tutte le proposte necessarie a modificare l’attuale piano prima che venga portato al voto in Consiglio Provinciale.

Questo percorso sarà affrontato in sinergia con il nostro assessore Danilo Sbarriti, con il partito nelle adeguate sedi e con il gruppo consiliare provinciale al fine di ridefinire e riportare la discussione nei dovuti argini. L’impatto dei rifiuti sul tema Ecologia costituisce per noi il “Vangelo” della nostra politica.

Il circolo di SEL, soprattutto durante la campagna elettorale di Figline Valdarno, è stato sempre chiaro nel dire che questa non è la politica che noi vogliamo..!!! questa non è la politica che i cittadini vogliono..!!! Abbiamo sempre affermato che non si può assolutamente prendere la decisone di scegliere un terreno, come quello di “Le Borra”, per fare una discarica senza tenere conto dei vincoli esistenti su quel terreno e, soprattutto, senza un serio

studio di fattibilità del territorio.

E ci impegneremo sempre al meglio per portare avanti questo principio!!!

Riteniamo inoltre che arrivare ad avere, nelle tre province, 5 inceneritori (perchè di questo si tratta anche se gli danno un’altro nome) e due discariche è inutile e dannoso sia dal punto di vista economico sia, più importante, dal punto di vista Ecologico.

Simona Ottaviano (coordinatrice del Circolo SEL Valdarno Fiorentino)


Il Testo di questa mail sta circolando in tutt’italia.
magari vi è già arrivata, ma se non fosse così ……

 


Se il governo Monti dovesse mantener fede ai buoni propositi esposti nel discorso di insediamento dovrà cercare, innanzitutto, di ridurre la distanza tra coloro che hanno, e che vengono garantiti, e  coloro che, invece, hanno molto poco e sono poco protetti.

Ora si parla di reinserire l’ICI per la prima casa. Ma se andiamo a guardare chi in Italia è il maggior proprietario immobiliare dovremmo constatare che è totalmente esentato dal pagamento dell’ICI. Difatti, lo Stato della chiesa non paga ICI non solo per i luoghi di culto, non solo per le abitazioni del clero, ma anche per tutti gli immobili di proprietà e destinati ad uso commerciale a partire dagli edifici scolastici, alloggi per pellegrini, edifici in affitto a terzi, etc.
Una stima per difetto degli importi che, per quest’ultima tipologia di immobili, non sono stati pagati negli ultimi anni allo stato italiano ammonta a oltre 40 miliardi di euro. Ora bisogna sapere che se aggiungiamo i contributi per il sostentamento del clero, quelli per il restauro e la manutenzione delle chiese e degli edifici della chiesa le agevolazioni e le promozioni milionarie alle manifestazioni religiose con tale cifra saremmo vicini al pareggio di bilancio e probabilmente i nostri bond sarebbero più appetibili di quelli francesi. È un dato di fatto che sulle spalle dei contribuenti italiani pesa un secondo stato del tutto improduttivo ai fini del prodotto interno lordo.

Ora, visto il momento particolarmente critico, sembra essere cosa buona e giusta per i conti dello stato italiano chiedere un contributo a chi finora è stato così tanto agevolato e che così tanto sta contribuendo a rendere più critica la situazione dei nostri conti.

PRESIDENTE MONTI, CHIEDA ANCHE ALLO STATO DELLA CHIESA DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E DI CONTRIBUIRE FATTIVAMENTE ALLA SOLUZIONE DELLA CRISI.

Se così non sarà dovremo trovare altri mezzi per sopravvivere ad una pressione fiscale già oggi eccessivamente pesante. Ad esempio, potremmo aggiungere un’immagine sacra in casa e modificare i nostri campanelli di modo che riproducano il suono delle campane: in questo modo potremo richiede di equiparare le nostre case a luoghi di culto esenti da ICI.

PER FAR SENTIRE LA VOSTRA VOCE POTERE INOLTRARE QUESTO APPELLO ALLA MAIL:    segreteriausg@governo.it>

Se ogni persona che riceve questa mail la invia a 10 nuovi indirizzi, in 8 passi saranno informate 100 milioni di persone * mail to:  segreteriausg@governo.it>
Postato tramite: Valdarno Sostenibile

GRUCCIATE AGLI ZOPPI

Posted: dicembre 4, 2011 in Lavoro, Società

PER I PENDOLARI E’ SEMPRE PIU’ PEGGIO

Per i treni ad alta velocità si brinda col governatore della Toscana, per i treni dei normali cittadini,quelli che lavorano, che studiano, quelli che veramente il paese lo tengono in piedi, per loro niente, solo tagli , ritardi e disservizi, com’è il detto ? “Grucciate agli zoppi”.

La situazione dei pendolari nel Valdarno è sempre più critica, mentre Trenitalia continua ad investire a tutto spiano sui treni ad alta velocità, i pendolari sono costretti sempre più a subire continui ritardi, si viaggia in condizioni estreme con carrozze stracariche.

Ultimamente siamo arrivati a vedere scene d’assalto alla diligenza dove alcuni treni sono stati presi letteralmente d’assalto dalle persone che aspettavano,treni che avevano subito ritardi improponibili.

Scene simili si ripetono in Valdarno come in tutta Italia , eppure, sono milioni i lavoratori e gli studenti che prendono il treno tutti i giorni, pagano regolarmente il biglietto per un servizio sempre più scadente, per dei treni in perenne ritardo, per carrozze sovraffollate e spesso tenute nemmeno in condizioni igieniche.

Allora viene di farsi una domanda, che differenza c’è fra un freccia rossa e un diretto, nessuna sono entrambi treni, e che differenza c’è fra un viaggiatore di un freccia rossa e quello di un diretto, entrambi partecipano col loro lavoro a tenere in piedi questo paese,entrambi hanno impegni da mantenere, entrambi hanno diritto ad un buon servizio in quanto persone di pari dignità e in quanto paganti.

La differenza senza girarci tanto intorno la fanno gli Euro che si pagano in più per un freccia rossa.

Un freccia Rossa ha priorità di servizio su tutti gli altri treni, poi gli Intercity e all’ultimo posto i diretti.

La politica di Trenitalia di questi ultimi anni è stata quella di drenare tutte le risorse per investirle nei treni ad alta velocità, al resto dei treni le briciole a malapena li mantengono.

Però ai dirigenti di Trenitalia così come a tutti i nostri amministratori e come al governatore Rossi vorremmo ricordare che non funziona come pensano loro. Non si manda avanti un paese tra un brindisi e l’altro mentre tutto il resto va in malora.

Un paese funziona quando c’è giustizia sociale, un paese funziona quando le persone sono trattate con eguale dignità, un paese funziona quando le risorse vengono equamente distribuite, funziona quando i cittadini vengono trattatati con giustizia e quando vengono messi in condizione di fare ognuno il proprio dovere e a fronte di ciò rispettando i loro diritti.

Quando vengono a mancare queste condizioni, allora si mina la pace sociale, allora si minano le fondamenta che tengono in piedi un paese.

La corda è tesa,il paese è logoro e non si manda avanti certo con i brindisi.

 

Valdarno Sostenibile

HAI IL DIRITTO DI………

Posted: novembre 28, 2011 in Acqua e Ambiente, politica

Intervista   di   un   amministratore  pubblico  sull’esito  del   Referendum   sull’Acqua  Pubblica.

Il referendum sull’acqua è stato vinto per questo a distanza di 6 mesi esatti  noi di Valdarno Sostenibile  abbiamo fatto un’intervista ad un amministratore pubblico

 

VS:  Allora Dott. Ing, Grand figl .  Emo Soncazzi  che ci può raccontare a proposito del Referendum sull’Acqua che il popolo Italiano ha vinto, avete applicato ciò che sancisce ?

ES: A proposito del Referendum dell’acqua pubblica che dire…..  va beh si dai avete vinto, ma per noi non cambia nulla. Come recita l’adagio…. fatta la legge trovato l’inganno.

VS: Ma abbiamo vinto noi ha vinto la gente !

ES: Forse pensavate di poterla avere vinta con il vostro referenducolo, di poter restituire l’interesse del privato in mano al cittadino ?  Poveri sciocchi, ve l’abbiamo fatta anche stavolta, tanto prima della fine vi stancherete no ?

PP:  Intervento dal pubblico

ES: Cosa dice quello laggiu ?  Che quello che sancisce  il Referendum è immediato in quanto volontà popolare ?  Il Sì di 27 milioni di persone ?   Ma scusate figliuoli cari ma allora la volontà dei gestori privati dell’acqua, su cui noi stessi abbiamo tanto investito non conta nulla ?

VS:  Ma allora la legge ?

Ma allora non avete proprio capito nulla, noi non l’applichiamo l’esito di questo Referendum, troveremo sempre qualche cavillo, qualche leggina , qualche avvocato rampante che potrà giustificare il fatto che noi la legge non l’applichiamo,  se vi va bene al massimo dovrete aspettare anni di ricorsi per adeguarci ad eventuali sentenze amministrative, quindi smettetela dai , mi sto sbelliccando dalle risate,basta vi prego , ma non lo avete ancora capito ?   Noi siamo al di sopra della legge al di sopra del bene e del male.   Noi siamo noi e voi…. non siete un cazzo.

PP:  Intervento dal pubblico

ES: Cosa dice quell’altro laggiù ?  La piazza….  Ma dai non farci ridere che tanto vi mandiamo qualche centinaio di Black Block e così abbiamo la scusa per mazzolarvi fitto fitto, statevene a casa va che è meglio , non lo avete ancora comprato il decoder per il digitale ?

PP:  Intervento dal pubblico

ES: Di cosa parla quell’altro laggiù ?  Lo sciopero ? ah ah ah ah !  Lo sciopero, hai mai visto uno sciopero organizzato da questi sindacati che ha funzionato ?  Si dai fate un altro scioperuccio dei vostri, vi togliamo un bel centone dalla busta paga,  incidete  su un bello zero spaccato et voilà il gioco è fatto…. ma scusa c’è ancora qualcuno che fa lo sciopero ? ma vi ricordate almeno cosa vuol dire ?  Va be dai non ho più tempo da perdere, però mi avete fatto divertire tanto.

VS:  Ma l’acqua è un bene universale inalienabile, tutti ne hanno diritto e non ci si può lucrare sopra !

ES: Si si,  dai va bene lo ammetto l’acqua è un bene universale, guarda te lo scrivo anche nello statuto , ma tanto poi noi facciamo come vogliamo.

Ascolta caro tutto sommato mi stai pure simpatico aspetto un attimo, ma dove l’ho messo ?  Ah eccolo qua ! guarda mi ero preparato giusto un foglietto con degli appunti sui diritti delle persone sui diritti del popolo,  te lo posso leggere ?

Guardate che vi faccio un favore, vi faccio rispamiare un sacco di tempo e di fatica inuitile,  ecco qua ….  vi voglio leggere i vostri diritti:

Avete  il diritto di parlare,ma avete  pure diritto ad un buon avvocato se non state attenti a quel che dite, avete il diritto di rimanere in silenzio e così va ancora meglio a voi che risparmiate fiato e a noi che deteniamo il potere così la smettetete di stracciarci tanto le balle.

Avete il diritto di votare ma tanto non conta,  indipendentemente da ciò che voterete   il vostro voto non conta  nulla noi facciamo come vogliamo.

Avete il diritto di indire un Referendum per i beni essenziali, avete pure il diritto di vincerlo ma tanto vinciamo noi comunque.

Avete  il diritto ad ambire a vivere un’esistenza felice però noi  faremo di tutto  per non permettervelo, quindi se ci riuscite vuol dire o che siete particolarmente bravi,direi miracolati ,oppure a nostro modo di vedere a scelta,  che vi siete bevuti il cervello con 50 anni di televisione oppure  che siete  disonesti e quindi va bene lo stesso perchè siete dei nostri.

Ricordate  la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è un po’ più uguale che per gli altri.

Avete  il diritto al lavoro, ma non vi lamentate se poi vi sfruttano

Avete  il diritto a vivere in una nazione in pace perché l’Italia ripudia la guerra, di fatto  lo stato Italiano  compie solo missioni di “pace”.

Avete  il diritto a fare tanti figli, per noi va benissimo, siamo contenti, pagate più tasse e non vi diamo nulla in cambio ,  però poi non vi lamentate tanto perché a crescerli, a  dargli un istruzione adeguata a farli diventare bravi cittadini, a trovargli un lavoro, a curarli se stanno male, beh allora sono cazzi vostri.

Avete il diritto di pagare per tutti gli sbagli che noi facciamo, avete  il diritto di soffrire al posto degli altri e avete anche  il diritto di piegarvi a 90°, anzi avete  il dovere di farlo.

Avete  un sacco di diritti e allora di che cosa vi lamentate ?

Barboon va laburà che è meglio !

Ah mi raccomando cari,  preparatevi  che adesso,  si ballaaaaaa  ! !

 Il vostro Beneamato Amministratore Pubblico  Emo Soncazzi vi Saluta !

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/27/ecco-come-disinnesca-referendum-sullacqua-tutto-norma-legge/173509/


IL   PIANO   INTERPROVINCIALE   PER  I   RIFIUTI  E’  STATO  PRESENTATO OGGI

Al suo interno, alle pagine 105-106-107  la valutazione sugli interventi previsti per l’inceneritore di Selvapiana della Rufina, della discarica de le Borra e dell’inceneritore di Testi a Greve.

Facciamo notare che a pagina 107 sulla valutazione de le Borra viene riportato che l’area non è soggetta a fenomeni franosi  (riquadrato in rosso )

Siamo alla beffa oltre che al danno, l’area è interessata da un continuo di fenomeni franosi, il terreno è totalmente instabile, alla prima pioggia leggermente più intensa si aprono nuovi fenomeni franosi, si può sicuramente  affermare che tutta l’area de le Borra  specie quella non interessata da vegetazione boschiva è soggetta a fenomeni franosi.

L’altro dato che spaventa è che non viene fatta menzione che il terreno è interessato da numerose falde acquifere sottostanti e che da analisi fatte privatamente da ricercatori dell’Università di Firenze risulta sabbioso, quindi molto permeabile.

Altro dato che fa impressione,  ma che non viene evidenziato nel rapporto ambientale è che le falde acquifere e i  naturali  canali di scolo delle acque piovane portano direttamente al Lago, per poi arrivare all’Arno.   

Infine è allarmante la valutazione di merito finale sull’area che ai fini del  piano risulta Strategica, con grosse potenzialità e di criticità bassa. Detto in parole comprensibili: La dobbiamo fare per forza, ci metteremo dentro milioni di tonnellate di spazzatura e non ci sono pericoli o aspetti particolarmente critici di cui tener conto.

E’ evidente a tutti che i rifiuti in qualche modo debbano essere gestiti.

Ma è ancora più evidente che ci sono gli esempi per poterli gestire in modo intelligente, come la raccolta differenziata, come il porta a porta, come il reverse vending, che sono delle macchine da porre fuori dai centri commerciali e i supermercati dove vengono messi i vuoti a perdere come bottiglie di plastica, lattine , imballi di PVC ecc. e il cittadino che li riporta riceve un benefit in termine di punti spendibili nel supermercato.

Così come  ci sono altri esempi per ridurre drasticamente  la produzione dei rifiuti, come per esempio una possibile legge per imporre ai produttori di realizzare imballi riciclabili e poco voluminosi o per esempio alcune catene di negozi che hanno cominciato a promuovere nel nord Italia la distribuzione alla spina, in altre parole si va nel negozio col nostro contenitore di vetro e si prende il latte oppure con il nostro bel sacchetto di carta come quelli del pane e si prende la pasta o altro.

Ci sono realtà nel nord Europa ma in piccolo anche nel nord Italia o anche nella vicina Capannori di Lucca che conta ben 46.000 abitanti  e che riescono a riciclare fino al 90% dei rifiuti,  si perché  i  rifiuti sono materia prima,  come tale devono essere trattati  e  devono ritornare all’inizio del catena del ciclo di produzione.

Sapete cosa significhi questo ?   Vuol dire  lavoro, risorse, riduzione drastica dell’impatto sull’ambiente e sulla salute umana.

Basta un po’  di buona volontà,  oramai non c’è più bisogno d’inventarsi nulla, basta solo copiare.   E noi in Toscana stiamo ancora a ragionare d’inceneritori e discariche ?   Ma per piacere finiamola !

Come diceva un nostro vecchio ciclista ”Gliè tutto sbagliato gliè tutto da rifare ! “

 

Valdarno Sostenibile

  

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                              L’area de le Borra Ottobre 2011

 

Piano_Interprovinciale_dei_rifiuti_Rapporto_Ambientale. pdf

 

 

 


SIAMO   IN   UN   CUMULO   DI   GUAI ,  E’  STATO  APPROVATO  IL PIANO INTERPROVINCIALE  PER  LA  GESTIONE  DEI  RIFIUTI.

SECONDO IL  PIANO INTERPROVINCIALE  CHE  CONTIENE  IL  RAPPORTO  AMBIENTALE  IL  VALDARNO  E   LA  VICINA  VALDISIEVE  PAGHERANNO  UN PREZZO  ALTISSIMO.

Ieri Martedì 22 Novembre 2011  dalle 3  province  Firenze Prato e Pistoia è stato approvato il  piano interprovinciale  sulla gestione dei rifiuti  datato Ottobre 2011 .

Al suo interno si trova anche il rapporto ambientale che prevede la realizzazione della discarica de Le Borra considerata strategica e potenzialmente molto importante per la sussistenza del piano stesso, sempre nello stesso documento viene valutato e in pratica approvato il ripristino e l’ampliamento dell’inceneritore di Selvapiana della Rufina e di quello di Testi a Greve. In pratica nelle previsioni il Valdarno dovrà pagare un prezzo altissimo ed essere circondato da inceneritori e solcato da discariche, se consideriamo anche quella già esistente di Podere Rota a soli 6 Km dall’area de Le Borra e quella del Forestello che si trova ancor più vicina.

La posta in gioco è altissima, perché tutti sappiamo benissimo gli impatti che portano inceneritori e discariche sulla salute umana e sull’ambiente e noi nel Valdarno ci siamo proprio in mezzo. Non vogliamo fare nessun allarmismo non è nel nostro stile ma basta vedere i dati raccolti dall’ “Associazione Medici per l’ambiente ISDE Italia ” per capire i danni che si producono. La realizzazione della discarica a Le Borra poi avrebbe effetti diretti e immediati sulle falde acquifere, che sverserebbero attraverso i percolati nel vicino Lago di Santa Barbara e fino all’Arno.

E’ follia, pura follia ! Le alternative ci sono, come anche gli esempi da seguire, i rifiuti per fortuna sono in calo e la raccolta differenziata nonostante ci sia stato investito sopra molto poco è in crescita, segno che la popolazione è molto sensibile al tema. Allora per forza di cose non possiamo che pensare che ci sia cattiva volontà, incompetenza, negligenza oppure grossissimi interessi che la fanno da padroni. Lo ripetiamo perché sia chiaro a tutti, le alternative esistono, così come anche piani alternativi a basso impatto ambientale, portati avanti a più livelli da associazioni di medici, associazioni di volontari ,comitati cittadini e singoli cittadini esperti della materia. Sono piani che non solo abbattono l’impatto sulla salute e sull’ambiente ma che se realizzati fanno si che i rifiuti diventino una risorsa e una possibilità di produrre lavoro .E’ per questo che non ci sono più giustificazioni. La salute pubblica è un bene primario non mercificabile, non scambiabile e non rifondibile, come dicevano i nostri vecchi “se c’è la salute c’è tutto” ed era vero ! Di fronte alla salute non esiste politica, non esistono ideologie, non esistono differenze che tengano, senza la salute siamo tutti uguali. Siamo stufi di arretrare di piegare il capo e di voltarci dall’altra parte, la salute è un bisogno primario su cui non è possibile arretrare o venire a compromessi. Non ci sono mezze misure, o si lavora per creare le condizioni per tutelare la salute pubblica dei cittadini mettendola al primo posto. Oppure la si mette al secondo o al terzo posto, facendo prevalere gli interessi e/o l’incapacità e la cattiva volontà , come nel caso delle soluzioni che si prospettano nel nuovo piano provinciale di Firenze. Rinnoviamo l’appello a tutte le realtà e a tutti i cittadini che hanno a cuore la nostra salute e il futuro delle nostre valli :

 Serriamo   le  fila  e  stiamo  uniti  perchè  in  questa  battaglia  ce  ne  sarà  davvero  tanto  bisogno .

 Valdarno Sostenibile

Ricerca dell’associazione Medici per la salute 

 Incenerimento e discariche rischi per la salute